OBIETTIVO N.1: TUTELA MINORI

Il servizio è organizzato attraverso l’operatività di tre assistenti sociali e di una psicologa. Le attività sono articolate attraverso collaborazioni con altri servizi sia locali che provinciali, servizi di base che specialistici.
L’equipe psico-sociale è dedicata all’affido familiare. Le assistenti sociali operano con gli psicologi del distretto sanitario A.S.L. di Ponte San Pietro, e l’oggetto di interesse è  caratterizzato dai minori e delle rispettive famiglie interessati in procedimenti civili e penali con l?autorità Giudiziaria,Tribunale per i Minorenni, Tribunale Ordinario, situazioni propriamente chiamate di  Tutela Minori.

AZIONI

Attualmente è attiva una campagna di sensibilizzazione e di promozione dell’affido, quattro serate corsi di formazione per gli operatori e per le famiglie.

Gli stessi operatori svolgono attività di ricerca e di monitoraggio rispetto a tutti i procedimenti attivi dell’intero territorio dell’ambito dell’Isola e della Bassa Valle San Martino.Un obiettivo futuro è rappresentato dalle pubblicazioni che sono per ora messe nella scaletta delle attività in previsione.

Potenziamento del “ visus operativo” attraverso l’attenzione verso le famiglie risorsa per attività non strettamente legate all’affido ma per potenziare l’auto-aiuto, sensibilizzazione delle famiglie in una logica interculturale. Prestare attenzione alla sensibilizzazione delle famiglie di origine extracomunitaria per affidamenti .

PROPOSTA DI REGOLAMENTO DELL’AFFIDAMENTO FAMILIARE

PREMESSA

L’affido familiare è regolamentato dalle Legge 4 Maggio 1983 n.184  “Disciplina dell’adozione e dell’affidamento dei minori” modificata dalla Legge 28 Marzo 2001 n.149 “ Modifiche alla Legge 4 Maggio 1983 n.184”.

L’affido è un intervento che si prefigge di garantire al minore, la cui famiglia si trovi nella temporanea incapacità o impossibilità di prendersi cura di lui,  le cure e gli affetti necessari. L’affido presuppone la possibilità di recupero della famiglia di origine del minore, in modo da consentirgli il rientro a casa una volta risolta la situazione che ne ha provocato l’allontanamento.

Pertanto esso si pone sia come  strumento preventivo, in situazioni non necessariamente di patologia familiare o sociale già conclamata, sia riparativo in situazioni di crisi già manifesta.

Concretamente  si realizza attraverso l’inserimento del minore in un nucleo affidatario, o presso una persona singola, o in un ambiente comunitario che, per un periodo di tempo determinato,  gli garantisca un ambiente adeguato nel quale ricevere gli stimoli e le cure di cui ha bisogno, tenendo presente le eventuali  prescrizioni dell’Autorità giudiziaria competente.

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Scarica il testo integrale della Proposta di Regolamento dell'affidamento familiare in formato zip (richiede Microsoft Word) o pdf (richiede Acrobat Reader)
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